1 commento su ““Piacere!”, che piacere…”

  1. Hai ragione Enrico, sbaglio se traduco: gli altri ci definiscono e noi definiamo gli altri?
    Forse no, purché questi “confini” siamo lasciati aperti e comunicanti, per arricchirci vicendevolmente.
    Ma quanta fatica implica questo, per vincere diffidenza, ritrosia, paura, supponenza.
    Grazie

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